Serve il massimo impegno: afine lugliole agenzie dell’Onu ci hanno ricordatoche si rischia un grave inquinamento marino dadispositivi di protezione individualese cittadini e governi non ne gestiranno in modo corretto lo smaltimento.
L’United Nations Environment Programme (UNEP)ha evidenziato che in stragrande maggioranza le mascherine sono realizzate inmateriale plastico monouso dannoso. Cosarischiamo? Discariche fuori controlloin mare e inquinamento dell’aria dovuto all’incenerimentodei dpi.
Dunquel’Unep ha sollecitato i governi a occuparsi della questione,poiché losmaltimento corretto dei rifiuti sanitari è un servizio pubbliconecessariofondamentale nel contrasto all’emergenza.
Invece l’United Nations Conference on Trade and Development (UNCTAD)hainvitatoi governi a incoraggiare l’adozione di mascherine più sostenibili, derivate da materiali naturali,e quindibiodegradabili oagevolmentericiclabili.
Questa soluzione sarebbe meno impattante e stimolerebbe laproduzione di moltisostituti della plastica, come gomma naturale e juta. L’effetto positivo di questi nuoviDPIsulla salute del pianetaandrebbe aricadrebbe anche sulle eco aziende fornitrici, molte delle quali presentiin Paesi in via di sviluppo (ad esempio Thailandia, Costa d’Avorio, Bangladesh).
Insomma, per la situazione critica degli oceani, nuovamente in peggioramento a causa dei nostri dpi,urgono nuove leggi, incentivi sulla riduzione dell’uso di materiali plastici e innovazioni di progetto e di realizzazione. E, secondo l’analisi dell’Unctad, abbiamo bisogno di regole coordinate a livello globale.
Pomili Demolizioni Speciali srlsi impegna a fare la propria parte! Ènecessario uno sforzo da parte di tutti per non peggiorare l’inquinamento marinocon le mascherine,ma anche con bottigliette, involucri di plastica, e tutti gli altri rifiuti che troviamo sulle nostre spiagge.Mandiamo la mente in vacanza, si, ma non il nostro senso di responsabilità 😉
Fonte: greenreport.it
Foto: Belle Co – Pexels





