Censite 92 discariche abusive lungo la GTE

Rifiuti - RitaE su Pixabay

Il 1° febbraio 2021 Legambiente, CAI (Club Alpino Italiano) e Italia Nostra lanciarono unallarme sulle discariche grandi e piccole, vecchie, nuove e rimpinguate lungo laGrande Traversata Elbana (GTE), si legge in una nota delle associazioni:

un itinerario naturale che attraversa l’isola d’Elba da Est ad Ovest, spesso con passaggi in punti elevati che lasciano scoprire paesaggi mozzafiato e ambienti naturali, che si avvicendano nel percorso, sorprendenti per la loro diversità.

Nella sera del 2 febbraio suCanale 5, nel programma Striscia La Notizia, è andato in onda un servizio dedicato allebellezze naturalistichedell‘isola d’Elba con particolare attenzione ai sentieri della Grande Traversata Elbana(GTE), percorso che attraversa tutta l’isola. A sottolineare come l’Elba e i suoi sentieri siano sempre più meta preferita da escursionisti e sportivi è intervenuto Umberto Mazzantini diLegambiente, spiegando che purtroppo in varie zonesono stati abbandonati rifiuti che devono essere rimossi.

Proprio per questoLegambienteeCAI Elbahanno censito con unamappale varie zone in cui gli escursionisti hanno segnalato di aver trovato deirifiuti abbandonati. Al momento i punti segnalati sono oltre 90, unamappa utileperché oltre a indicare il luogo esatto dove si trovano i rifiuti attraverso la geolocalizzazione presenta anche le immagini con la descrizione del tipo di rifiuti.

Nonostante il valore ambientale, culturale e turistico di questo itinerario la GTE è offesa, nel suo tracciato, dalla presenza didiscariche abusive di rifiutidi ogni specie. Eppure la GTE viene presentata e “venduta” per quel che in realtà dovrebbe e potrebbe essere:uno dei cammini e dei percorsi trekking– e per buona parte ciclabili –più belli d’Italia. Le 3 associazioni ambientaliste illustrarono con una copiosa documentazione fotografica quella che definirono:

Una situazione vergognosa, indecente, non degna di un’isola civile che vive di turismo, ma che, nonostante le continue denunce delle associazioni, degli escursionisti e dei cittadini, delle iniziative e degli interventi sporadici di intervento, sembra essere divenuta una normale continuità ambientale degradata».

Un allarme così forte che finì sulle pagine di alcuni giornali nazionali e le associazioni, rivolgendosi alle istituzioni ricordarono cheil disastro che invade boschi, aree collinari e, spesso, zone costiere anche impervie, costituito dai più svariati materiali, recuperabili spesso solo con attrezzature professionali e particolari,non può essere affrontato né dagli interventi di volontariato o delle associazioni ambientaliste– che pur ci sono stati anche in maniera consistente – ne ricorrendo al dovere di civiltà dei cittadini.

Quanto censito è probabilmente solo una parte, la più evidente, di quanto è stato gettato nei boschi e lungo le coste elbane. Ora, concluso il censimento, è arrivato davvero il momento che le istituzioni facciano quanto promesso un anno fa e diano il via a un grande progetto di bonifica, prevenzione e informazione per cancellare questa vergogna che sfregia il territorio della nostra isola. E’ chiaro che per farlo c’è bisogno di un finanziamento dedicato, certo e continuo (come prevederebbe in materia la legge sul contributo di sbarco), e che il volontariato non può continuare a fare da foglia di fico per un problema di inquinamento diffuso e di cattiva economia che va risolto con metodi e mezzi professionali. – concludono le associazioni- Legambiente, CAI e Italia Nostra ringraziano tutte/i le/i cittadine/i e le associazioni che hanno contribuito al censimento delle discariche, invitano Comuni e GAT a fare presto e bene e restano disponibili per dare nuovamente un contributo concreto al grande e necessario progetto di bonifica della nostra meravigliosa isola. 

Pomili Demolizioni Speciali Srlal servizio dei territori grazie ai suiservizi ambientali, su richiesta diRoma Capitale e del Corpo di Polizia Locale ha effettuato lavori straordinari per bonifica e messa in sicurezza di un’area verde nei pressi di Castel Romano, nella Riserva Naturale di Decima-Malafede, liberandola da centinaia di veicoli abbandonati e incendiati. Il servizio è stato seguito anche da Striscia la notizia, andato in onda su Canale 5 sabato 30 novembre 2019. Qui di seguito lanews riportata sul nostro blog!

Fonte: quinewselba.it
Foto principale: RitaE su Pixabay

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