Rapporto MobilitAria 2022

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Il passato mese (NdR: giovedì 5 maggio 2022)Kyoto Clube dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IIA), in collaborazione conISFORT, nell’ambito della campagna europea Clean Cities, hanno presentano ilRapporto “MobilitAria 2022.

Il2021è stato un anno ancora contrassegnato dalla pandemia, segnato da unadiminuzione degli spostamenti. Il risultato è che a causa delle regole anti-covid e grazie alle azioni delle amministrazioni è cresciuta la ciclabilità, c’è stato un vero e proprioboom del monopattino in sharing, mentre è proseguita la crisi del trasporto collettivo. L’auto resta una protagonista, anche se in diverse città non è tornata a livelli pre-covid per lo smart working, proseguito lungo tutto il 2021.

Sono questi i principali temi delRapporto “MobilitAria 2022”che analizza idati della mobilità e della qualità dell’aria al 2021 nelle 14 città metropolitane italiane:Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Reggio Calabria, Torino, Venezia.

Un’autentica novità 2022 è l’analisi delle emissioni di gas serra delle Città Metropolitane, sia riferite alle emissioni totali sia per la parte trasporti terrestri con la ripartizione dei diversi segmenti di veicoli.  È stata utilizzata la base informativa di ISPRA con l’inventario delle emissioni, riferiti all’andamento 1990-2019.  Analizzati alla stessa scala i 2 inquinamenti: NOX ePM10.

A livello nazionale,i gas serra nei trasporti sono cresciuti dal 1990 al 2019 del 3,9%, e anche nelle Città Metropolitane si evidenzia una tendenza alla crescita. Difatti nelle 14 Città Metropolitane, per i gas serra si evidenzia il peso enorme dei trasporti stradali sul totale (mediamente dal 30% al 60%) e di questo segmento l’automobile ne determina in genere almeno i 2/3.

Considerando leemissioni pro capite di CO2relative alsettore trasporti su stradaemerge che le città con ivalori più altisonoBologna(2.383 kg/anno) eFirenze(2.055 kg/anno), a cui seguonoVenezia(1.953 kg/anno) eGenova(1.883 kg/anno).

Quasi tutte le città registrano una crescita rispetto all’anno 2020 delle concentrazioni di NO2. Per il PM10e PM2.5si assiste a un miglioramento delle concertazioni per la metà delle città analizzate; tuttavia, si registra un peggioramento in riferimento al Sud.

Diverse città continuano a superare più di 35 volte il limite giornaliero del PM10nell’arco di un anno.La situazione più critica si riscontra anche nel 2021 come nel 2020 nella città diTorino (75 superamenti), seguonoMilano con 61eVenezia con 50, a cui si aggiunge quest’annoCatania (50 superamenti).

NelRapporto “MobilitAria 2022”c’è inoltre un’altra novità: a settembre del 2021, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato lenuove linee guida sulla qualità dell’aria, con raccomandazioni sui principali inquinanti atmosferici, suggerendo nuovi valori da non superare per limitare gli effetti nocivi sulla salute.

Il CNR-IIA ha effettuato nel Rapporto un confronto dei valori medi registrati nel 2021 per biossido di azoto e particolato atmosferico dalle stazioni di fondo urbano, evidenziando una sostanziale distanza delle concentrazioni attuali con i valori raccomandati dall’OMS più ambiziosi. Emerge chenessuna delle città considerate è infatti in linea con i parametri dell’OMS, e alcune di queste segnalano degli scostamenti molto rilevanti.

Dall’analisi dei dati emerge l’importante peso delle emissioni del settore dei trasporti su strada in ambito metropolitano. Si rilevano ancora criticità sia sui livelli di inquinamento che delle emissioni, in particolare di CO2, nelle 14 città metropolitane. Il percorso per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del settore dei trasporti è stato intrapreso ma le politiche da attuare a livello nazionale dovranno essere ambiziose e di lungo periodo.

Francesco Petracchini, Direttore di CNR-IIA

È boom della micromobilità elettrica. Si segnala l’avvio di servizi in alcune città che ne erano precedentemente sprovviste, comeCatania(3 operatori 1 una flotta di1000 mezzi) ePalermo(con3500 mezziin flotta e ben7 operatori). Aumenta la flotta dei mezzi a disposizione in molti centri, tra cuiMilano(che passa da una flotta di 3750 mezzi a 5250),Torino(da 3500 a 4500),Napoli(da 1050 a 1800),Bari(da 1000 a 1500).

Per ilbike sharingla città più virtuosa è sicuramenteMilano, con quasi 17 mila bici in flotta (trend in aumento rispetto allo scorso anno). Abbiamo poiRoma(flotta di 9700 bici, tendenza positiva) seguita da Torino (5300), Firenze (4000) e Bologna (2500). Per quanto riguardacar sharing, sul podio c’èRoma(con una flotta di 2153),Milano(2118) e Torino (880). Il capoluogo lombardo si piazza al primo posto anche per quanto riguarda la mobilità condivisa degli scooter (4.352 pezzi in flotta) seguita dalla Capitale (3400).

Un ulteriore interessante dato riguarda poi la composizione del parco circolante: le autovetture a gasolio sono in diminuzione, mentre si registra una crescita significativadelleautovetture elettriche e ibride. Tra i principali exploit per quanto riguarda le aree metropolitane, segnaliamoRoma(99931 ibride e 10805 elettriche)Milano(86147 e 7509),Torino(47470 e 5263)Firenze(41735 e 7292) eBologna(29268 e 2157).

Per il futuro servono cambiamenti strutturali e forti innovazioni, accelerando la decarbonizzazione con una offerta intelligente di mobilità – secondo i principi Avoid, Shift, Improve – da attuare secondo Kyoto Club e CNR -IIA attraverso l’adozione di alcune misure. Tra queste:

  • colmare il gap del trasporto ferroviario locale e lacura del ferro, con le azioni del Gruppo FS Italiane che si pone al centro di un sistema di mobilità sostenibile per offrire soluzioni di trasporto in grado di ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti, a beneficio dell’ambiente, della salute pubblica e della qualità della vita;
  • potenziare iltrasporto collettivodi massa nelle città realizzando nuove reti tramviarie e ampliando i filobus e i bus già esistenti;
  • investire sullereti ciclabiliper 5.000 km di percorsi;
  • rafforzare i servizi disharing mobility;
  • puntare sultrasporto pubblico e sull’integrazione modale;
  • predisporre deiPiani Urbani di Logistica Urbana Sostenibile;
  • dotare le città dizone a basse emissioni, dove escludere in modo progressivo la circolazione delle auto e moto e veicoli commerciali più inquinanti;
  • elettrificarela mobilità;
  • riorganizzare il lavoro della pubblica amministrazione e del settore privato con losmart working e la differenziazione degli orari.

Per raggiungere questi obiettivi, secondo Kyoto Club e CNR-IIA, servono importantistrumenti strategici:

  • l’approvazione di un nuovoCodice della Strada;
  • aggiornare ilPiano Nazionale Energia e Climaper lo sviluppo della mobilita elettrica e delle energie rinnovabili;
  • approfondire leconoscenze sui fenomeni di inquinamentoatmosferico nelle Città Metropolitane;
  • emanare nuove Linee Guida omogenee per la redazione ed aggiornamento deiPiani Regionali per la qualità ed il risanamento dell’aria;
  • accelerare l’attuazione delProgramma Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosfericoincluso tra gli obiettivi strategici del PNRR.

Fonte: Ufficio stampa Cnr
Foto principale: Ketut Subiyanto su Pexels

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