La tassa sulla plastica monouso posticipata ancora: il governo decide per un nuovo stop, tra critiche ambientali e pressioni industriali
Plastic tax, nuovo rinvio: slitta tutto al 2027
Ancora una volta la plastic tax non entrerà in vigore. L’imposta di 0,45 €/kg di plastica monouso venduto, che avrebbe dovuto scattare a luglio 2026, è stata ufficialmente rinviata a gennaio 2027 con l’approvazione della nuova Legge di bilancio. La decisione arriva dal governo Meloni, che aveva già anticipato il rinvio lo scorso ottobre nel Documento programmatico di bilancio 2026, inviato alla Commissione europea per delineare gli obiettivi macroeconomici e finanziari della manovra. La misura riguarda in modo specifico il ricorso ai prodotti monouso, sia attraverso la produzione nazionale sia tramite l’importazione.
La plastic tax, infatti, colpisce esclusivamente i manufatti con singolo impiego, nota come Macsi, e avrebbe l’obiettivo di ridurre l’uso di plastica vergine e incentivare modelli produttivi più sostenibili. Tuttavia, la sua entrata in vigore continua a essere rimandata. Introdotta sulla carta nel 2019, la plastic tax avrebbe dovuto debuttare nel 2020, ma l’arrivo della pandemia da Covid-19 e le pressioni di diverse filiere industriali ne hanno causato una serie di rinvii fino a oggi, il tutto avviene nonostante la crisi del settore del riciclo della plastica.
L’Italia, infatti, dispone di una delle filiere di riciclo più efficienti d’Europa: nel 2024 il tasso di riciclo della plastica ha superato per la prima volta il 50%. A pesare sul comparto è però la concorrenza di plastica vergine e riciclata proveniente dall’Asia, che mette in difficoltà le imprese nazionali.
Il nuovo rinvio ha suscitato reazioni contrastanti. “Accogliamo con preoccupazione l’ennesimo rinvio dell’entrata in vigore della Plastic Tax”, ha dichiarato Claudia Salvestrini, direttrice generale di PolieCo, il consorzio nazionale dei rifiuti di polietilene. Secondo Salvestrini, continuare a posticipare la misura significa perdere tempo prezioso per la transizione ecologica e creare incertezza tra imprese e investitori. La plastic tax, sottolinea, dovrebbe essere vista come una leva per l’innovazione sostenibile e non come un ostacolo.
Di segno opposto le posizioni dei settori beverage e alimentare: Assobibe, associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche, accoglie positivamente il rinvio e ribadisce l’obiettivo della cancellazione definitiva di imposte considerate penalizzanti per gli investimenti. Secondo il presidente Giangiacomo Pierini, la tassa nasce in un contesto economico ormai superato e rappresenterebbe oggi un aggravio insostenibile per imprese e consumatori, proprio mentre il governo punta a sostenere la crescita economica. Anche Unionplast e l’industria alimentare italiana chiedono lo stop definitivo alla norma. In ottobre, il presidente di Federalimentare, Mascarino, aveva definito la plastic tax una “tassa ingiusta e illiberale”.
Pomili Demolizioni Speciali Srl, con sede principale a Monterotondo (Roma), è realtà di riferimento nel settore della Gestione dei Rifiuti, sia di origine urbana, sia industriale. La Società, con un esteso parco mezzi di diverse tipologie di portata, è autorizzata (Autorizzazioni Albo Nazionale Gestori Ambientali) al ritiro, alla raccolta e al trasporto di rifiuti urbani pericolosi e non e rifiuti speciali pericolosi e non.
Inoltre l’Azienda ha ottenuto l’iscrizione come Socio Consorziato a PolieCo e si occupa della raccolta e trasporto di rifiuti di beni in polietilene.
Fonte: e-gazette.it
Foto principale: Ron Lach su pexels









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