Un incremento della mobilità elettrica potrebbe apportare benefici significativi allaqualità dell’arianelle città italiane. Questi benefici ambientali sono stati calcolatida unostudio realizzato dall’Istituto per l’inquinamento atmosfericodelCNRinsieme aMotus-E, associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia.
Su 5 città italiane –Torino, Milano, Roma, Bologna e Palermo – lo studio analizza la situazione dei veicoli privati, dei mezzi pubblici su gomma e della logistica di ultimo miglio.Sonoesaminati in prospettiva due scenari: uno al 2025 e l’altro al 2030.I veicoli sono l’unica fonte di emissioni presa in considerazione. Gli inquinanti calcolati sono le PM10 e il diossido d’azoto NO2 . Nell’ambito dello studio, è stato previsto
l’incrementodella percentuale dipenetrazione delle tecnologie ibride plug-in/elettrichesul parco veicolare circolante considerando contemporaneamente la riduzione delle percentuali relative alle tecnologie a combustione interna quali benzina e diesel.
Dalle elaborazioni effettuate risulterebbe unadiminuzione significativa del diossido di azoto, anche fino al 90%, e una riduzione intorno al 30% dei particolati. Per la capitale, ad esempio, si configura
una netta riduzione delle concentrazioni medie orarie di NO2 che passa da una percentuale del 53% al 2025 a una riduzione del 89% al 2030. Bene anche per le PM10: da una percentuale del 36% al 2025 fino ad arrivare ad una riduzione del 42% al 2030.
L’importanza di simili analisi e ipotesi statistiche consiste nel forniredati scientifici alle pubbliche amministrazioni a supporto di scelte politiche e amministrative orientate a una mobilità più sostenibile.
Pomili Demolizioni Speciali srlè pronta per la transizione a una mobilità che garantisca un’aria più pulita alle nostre città. Da quasi 3 anni infatti ha acquisito competenze e strumenti per la corretta gestione del fine vita dei veicoli elettrici o ibridi (qualificazioneAVEIAutodemolitore Veicoli Elettrici o ibridi).
Fonte: greenreport.it
Foto: Bella – Pexels





